Oh my…Kate !

Chiunque sia stato all’Hammersmith Odeon nel 2014 per il ritorno sulle scene di Kate Bush non potrà mai dimenticare, ne sono certo, quelle serate di assoluta magia.
Sia per l’eccezionalità dell’evento che per il tessuto geniale dello spettacolo, sia dal punto di vista teatrale che musicale.
Tuttora ci sono giornali, siti che accolgono il feedback infinito della massa di adoratori della dea del Kent e sapere che probabilmente non ci saranno altre occasioni accentua questa nostalgia e il senso di grazia che deriva dalla fortuna di esserci stati.
Non ringrazierò mai abbastanza la mia lunga iscrizione al fan club di KB che mi permise una corsia preferenziale per l’accesso a quei due biglietti che, solo dopo poche ore, valevano già migliaia di euro.
Oggi è uscito il resoconto audio live ufficiale di quel gioiello inarrivabile : “Before the Dawn – Live” e, come si faceva una volta quando la musica era davvero importante, mi sono messo in poltrona con la cuffia.
Queste due ore e mezza di paradiso contengono pure il bonus di un pezzo non eseguito dal vivo, proprio quello che è più mancato a me e a molti quella sera.
Un regalo aggiuntivo che viene dalle prove e che è uno dei pezzi più importanti della storia della musica a noi contemporanea : la grandiosa “Never be mine”.
Questa versione “live” di “Never be mine”, assolutamente immensa, è uno dei mille motivi per comprare questo capolavoro, se mai qualcuno dovesse pur cercarli.
Resta ancora nel cesto dei desideri l’attesissimo DVD che in ogni caso difficilmente riuscirebbe a catturare, pur nello splendore dell’HD e di una regìa che immagino all’altezza, uno spettacolo teatrale multimediale di rara forza e complessità nonché l’atmosfera davvero straordinaria di quelle sere.
Ma noi fanatici siamo abituati ai lunghi tempi e alle uscite inaspettate della signora immersa nella campagna inglese, tuttora incorrotta abbastanza per dimostrare, nelle prime interviste che stanno accompagnando l’uscita di questo “Live”, sincera gioia e sorpresa di fronte all’accoglienza incredibile ricevuta.
Una accoglienza che lo stesso Rhodes, fenomenale chitarrista e cuore pulsante dell’ensemble mitologico approntato per la residency londinese, abituato a fasti continui (con Peter Gabriel ed altri), ha definito unica, ultraterrena, superiore a quanto mai visto nella sua non breve vita di musicista.
Lunga vita a Kate.

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