Generations

Un classico di sempre è il clash delle generazioni e non mi sottraggo certo a questa antica tradizione.
Un primo accenno di quello che sarebbe stato il mio futuro e quello di una certa minoranza (semper fidelis) lo ebbi durante la scuola di mia figlia.
Durante un pranzo organizzato per far conoscere le famiglie, io mi permisi di esprimere alcune blande, velatissime critiche al comportamento dei nostri figli su certe precise questioncelle che si dibattevano in quel periodo storico.
Nulla di grave ma la reazione clanica, compatta, ideologica, feroce e sproporzionata, non incline al dibattito, di gran parte dei genitori mi colpì molto.
Nel merito, su quelle questioni, la generazione precedente alla nostra sarebbe stata molto più decisa e tranchant del sottoscritto.
Per dire, la questione evidenziava un pò la differenza che passa tra chi accoglie il figlio a casa dopo una nota del professore, accogliendo acriticamente le lamentele infantili del pargolo che automaticamente sposta la colpa sullo stronzo che emette voti senza neanche entrare mai nel merito del contendere, e chi indaga con onestà intellettuale per vedere se magari la nota è meritata.
Allora non mi era chiaro (non mi erano chiare molte cose, nella mia onestà intellettuale di fondo che stupidamente pensava che tutto il mondo usasse la stessa onestà) ma in quell’atteggiamento di acritica difesa del pargolo, di automatica accettazione della logica del clan, c’era la radice di molti guai degli italiani, etichettati giustamente all’estero come familisti amorali, ridicoli mammoni, eterni viziati Tanguy, ma c’era anche la radice di molti guai successivi, perché è chiaro che figli abituati a vivere in globi protettivi e acritici poi sviluppano una certa allergia al mondo reale, alla verità e all’assunzione di responsabilità, che, se ci pensate, è il bug di molta italica gioventù.
Se il pendolo può oscillare solo tra amicone e stronzo, è chiaro che siamo lontani, molto lontani da una logica adulta, razionale e rispettosa della verità.
Molti genitori della nostra generazione hanno semplicemente rinunciato all’idea di essere genitori sul serio, ossia ad essere anche principio della realtà, sincerità, verità oltre che dell’affetto superficiale acritico.
Mi riferisco in questo caso soprattutto ai padri, grandi assenti nella sostanza ma grandi presenzialisti nella superficialità del day by day.
Il pendolo oscilla sempre troppo, sembra essere sempre questo il gioco della storia e qui si nota con estrema chiarezza.
Siamo passati senza soluzione di continuità dalla generazione dei nostri padri (non di mio padre, per la cronaca, un uomo del suo tempo e contemporaneamente un illuminato molto avanti ai suoi tempi), autoritari senza reale autorità, troppo legati ad antiche ideologie e superstizioni, disinformati (ad esempio su dieta, medicine…), rigidi oltre ogni logica e in genere su stupidaggini, alla mia generazione che, per reazione, è sostanzialmente fuggita dal duro, dal difficile, per adagiarsi nel ruolo semplice, furbo dell’amichetto grande che non giudica mai, perché sostanzialmente se ne frega ed egoisticamente coltiva i propri egoismi meglio col sorrisetto sulle labbra.
Questa trappola ha obnubilato molte deboli menti che infatti sono cresciute con una dose di infantilismo duro a morire superiore alla media dei decenni precedenti, un rifiuto della realtà e delle responsabilità incoraggiato dallo sciagurato mondo circostante, una idea della giovinezza radicalmente opposta alla generazione del dopoguerra ma egualmente esasperata, irreale, una concezione della verità e della giustizia elastiche al punto da arrivare all’inutile.
Al netto di molte eccezioni, come sempre, una generazione di cortissimo respiro, malata di peterpanismo infinito, naturalmente incline a dare tutto per scontato, irriconoscente, meschinamente soldocentrica, opportunista e serialmente moderna e quindi senza una profondità vera, incoraggiata da un mondo che vuole, anche per motivi di potere evidenti, la tua “leggerezza”, il tuo disimpegno.
Nel suo ultimo spettacolo da stand-up comedian, il sempre travolgente Grillo ha parlato ampiamente di famiglia, ha malinconicamente rievocato il passato, senza una rivalutazione acritica ma evidenziando che tra i ceffoni e i paroloni di una volta e la melassa amorale ed acritica di oggi forse sarebbe utile trovare un equilibrio che oggi pare impossibile.
La tragedia della nostra generazione, la prima (e probabilmente ultima) schiava sia dei genitori che dei figli.
Sia chiaro, chi vi scrive, come è noto, non ha nessuna nostalgia del passato su questioni attinenti alla morale, all’ideologia, alla conformazione socio-politica e già in tenera età, da liberal convinto, contestava aspramente l’autoritarismo senza autorità, la troppa attenzione e rispetto che si aveva per ideologie, superstizioni e religioni ampiamente decotte, mostranti la corda, ricettacolo di follie, moralismi ridicoli e nevrosi assortite.
Ma paradossalmente queste nuove generazioni di millennials in gran parte impalpabili, ignoranti di ritorno e amorali per noia, stanno rapidamente diventando preda dei nuovi autoritarismi imminenti, non a caso portati entusiasticamente in palmo di mano dalle vecchie camarille ideologiche che lì hanno trovato una insperata via di entrata nel nuovo mondo quando stavano per diventare totalmente e meravigliosamente irrilevanti.
Mentre si trastullano (troppo) sugli smartphones senza usare davvero il web come quella grande e meravigliosa enciclopedia che è, non sembrano avere ben chiare le scale di valori e la rilevanza delle cose realmente importanti e quindi stanno navigando verso le fauci aperte del nuovo potere che, ad occhio, mi sembra molto più feroce del passato…ma sorridente.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s