L’affaire Macron

In quest’epoca di rabbioso irrazionalismo politico demente, di conferma di un minimo di democrazia esistente, contrariamente alla vulgata delle masse volgari, ossia che tutto sia pilotato, la vittoria della Brexit, di Trump e il grande successo di una come la Le Pen dovrebbe aver già fatto cambiare idea alle masse schiumanti in merito ai trucchi del potere.
Ovviamente non succede perché il marchio di fabbrica del popolino non è la ragione, il pensiero, l’equilibrio, la riflessione.
Neanche le vittorie li educano.
In epoca Internet, masse abituate da anni al pecoronismo e alla totale mancanza di senso critico e di ragionamento sul potere, di colpo si scoprono “haters” a prescindere e, da buon popoletto, esagerano nel senso opposto declinando in senso complottistico, quindi alla fine inutile e non realistico, qualsiasi istanza, qualsiasi informazione.
Dal belato all’urlo, direi.
Il caso di Macron è emblematico.
Nel mondo di oggi le qualifiche, che sono sempre elitarie, la competenza, il curriculum, non sono visti, come dovrebbero, come un plus, bensì come una prova dell’appartenenza al famigerato establishment.
Il noi-loro, il manicheismo tifoideo, la reductio e la parodia del conflitto sociale sono sempre un buon segnale dell’assenza di cervello.
Inutile dire che le religioni organizzate, maestre nella manipolazione dei peggiori istinti del popolino, in questo periodo vanno a nozze.
Ed ecco quindi che Macron è colpevole di venire dall’ENA, scuola d’élite della classe dirigente francese, una cosa che drammaticamente è mancante nel nostro paese di mediocri improvvisatori allo sbaraglio e dove nella politica, in genere, prevalgono i peggiori, i più ideologici e, in genere, la schiuma dell’umanità.
Ha una carriera d’alto livello in campo bancario (orrore), ha sposato una donna più anziana di lui quindi è sicuramente un omosessuale coperto, forse anche pedofilo.
Strano che queste calunnie prevalgano proprio nel campo dove un vero scandalo pedofilia, e di proporzioni mondiali, ha con chiarezza dimostrato la bontà di una certa “educazione” sessuale nevrotica e castrante.
Non dire al popolo che le élites intelligenti e sagge sarebbero la loro salvezza.
Sono ancora persi dietro la narrazione del nemico a prescindere, un facile capro espiatorio di fronte alle brutture del mondo, crisi economica in primis.
Tutto viene tritato in questo festival della mediocrità : i migranti, l’euro, la crisi economica.
Tutto è strumentalizzato e, soprattutto in questo periodo, la moderazione e il buonsenso sono minoritari e molto, molto impopolari.
Sono un ottimista, passerà.
E poi spetterà, come sempre, ai moderati di buonsenso raccogliere i cocci delle stupidaggini e delle urla del popolino e dei suoi numerosi agitatori, spesso oltretutto convinti di avere la Verità in tasca.
Nel frattempo tutti costoro avranno già rinnegato il passato, con la provvidenziale (questa sì) dimenticanza degli stupidi, e saranno passati alla successiva inutile piazzata, magari contro i farmaci, oppure i medici e altri lavoratori del pensiero razionale.
D’altronde i fanatici del miracolo permanente non hanno propriamente in simpatia quelli che, spesso nel silenzio, si attengono ai fatti e a poche verità parziali.

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